Nella foto in alto I Ragni della spedizione 1973-74 al Cerro Torre: A sx dall'alto: Casimiro Ferrari sotto il fungo finale della vetta; Ferrari in vetta al Torre.
PRESENTAZIONE PROGRAMMA
I sogni della Patagonia nei libri e nelle immagini. I sogni si alimentano di racconti e di immagini: di libri, di disegni e di fotografie dunque. E ai libri e alle fotografie abbiamo pensato per raccontare qualche pezzo del legame singolare fra la terra lecchese e la Patagonia. Il Comune di Lecco ha messo a disposizione i due più begli edifici del nostro centro storico: Villa Locatelli che ospita la Biblioteca Civica e la Torre Viscontea che oltre ad ospitare il Museo della Montagna, regala dalla sua sommità uno dei più bei colpi docchio sulle montagne che abbracciano la nostra città.
Biblioteca Civica: Patagonia e Cerro Torre nei libri. La Biblioteca, anche grazie alla collaborazione di privati collezionisti esporrà dal 25 al 30 ottobre una cinquantina di volumi fra i quali veri e propri cimeli, come le opere di padre De Agostini in edizione originale, in una mostra intitolata Libri alla fine del mondo, aperta dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 18.00.
Torre Viscontea: 50 di alpinismo lecchese in Patagonia. Da domenica 24 ottobre, alla Torre Viscontea cercheremo di raccontare con schede sintetiche e immagini La nostra Patagonia, la storia di quasi 50 anni di scalate in Terra del Fuoco e Patagonia: una storia che inizia con lascensione al Sarmiento del 1956 e culmina con la vittoria del 1974 sul Torre, per prolungarsi in una coda di prestigiose e splendide imprese. La mostra verrà inaugurata alle 17.30 di sabato 23 ottobre e resterà aperta fino a sabato 30 ottobre, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.30 alle 18.30.
Da via Bovara a p.zza XX Settembre: le cime e gli uomini della Patagonia. Per unire, anche fisicamente, questi due momenti complementari lungo via Bovara e piazza XX Settembre abbiamo pensato di affidare a unartista lecchese, Luisa Rota Sperti, che sa leggere nel profondo le storie delle montagne e delle persone, la realizzazione di sagome raffiguranti altrettante montagne della Patagonia, scelte fra le molte alle quali è legato il nome dei nostri alpinisti: si parte dalle prime cime esplorate da Carlo Mauri e Walter Bonatti per arrivare alle montagne salite nel trittico per il quarantesimo del Gruppo Ragni. Ci sono cime di roccia e di ghiaccio, ci sono sogni realizzati con tenacia. Cè il ricordo di quanti non sono più qui (Bigio, Casimiro, Pino, Canella, Ben, Cipo, Bruno, Lorenzo, Marco), ci sono angoli da scoprire, sogni da inseguire con fantasia e ostinazione....
E ancora Luisa Rota Sperti dalla lettura del testo dedicato a Casimiro si è ispirata per sette ritratti di alpinisti che vengono esposti nelle vetrine di alcuni negozi, lungo le vie Roma e Cavour.
"Del Cerro Torre, ai nostri tempi, il primo a parlarne č stato Lionel Terray,
che lo defině "simbolo dell'impossibile".
Lo tentai per la prima volta nel 1958 con l'amico Carlo Mauri, ma i tempi
non erano ancora maturi.
Dopo la profanazione della parete sud-est, furono Casimiro Ferrari e i Ragni
a ridare al Cerro Torre dignitŕ e valore alpinistico". Walter Bonatti.